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Con l’Adipofilling® si trasforma il grasso lobulare, ottenuto con la
liposuzione, in un “filler biologico permanente” composto di adipociti, cellule
stromali e materiale connettivale.
La scelta ragionata dei materiali e metodi dell’Adipofilling® evidenzia le
differenze tra questa nuova tecnica e i tradizionali lipofilling e la
Lipostruttura™.Parole chiave: Adipofilling®, adipociti, stroma connettivale,
cellule staminali, liposuzione, Lipostruttura™.
Con una semplice ed economica procedura meccanica è possibile trasformare il tessuto adiposo, ottenuto con la liposuzione, in una sospensione cellulare che può essere iniettata in piccole o grandi quantità nel tessuto sottocutaneo. La riduzione volumetrica, dal grasso lobulare (Fig.1) agli adipociti (Fig.2), consente secondo la nostra esperienza, che risale al gennaio del 2004, un’elevata sopravvivenza percentuale del materiale iniettato, che non abbiamo rilevato nei nostri precedenti interventi di lipofilling o di Lipostruttura™. La scarsa sopravvivenza del grasso lobulare iniettato nel tessuto sottocutaneo,
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insieme alle relative complicanze, ha indotto la maggior parte degli autori a eseguire lipofilling esclusivamente intra e sottomuscolari (2). La modalità di iniezione intra e sotto muscolare è limitativa per la correzione estetica del volto e, nel corpo, per l’assenza in molte regioni di un tessuto muscolare in grado di fornire l’adeguato trofismo ai lobuli di tessuto adiposo.
L’Adipofilling®, trasformando i lobuli di tessuto adiposo in adipociti, cellule stromali e materiale connettivale (Fig.3) può, al contrario, essere iniettato nel tessuto sottocutaneo, che rappresenta la sua sede naturale, senza le complicanze descritte nell’intervento di lipofilling che sono: irregolarità, indurimenti, calcificazioni e riassorbimento totale del tessuto adiposo innestato.

Fig.3) Striscio di Adipofilling®.
L’Adipofilling® per le dimensioni “cellulari” del materiale in sospensione si
comporta come una soluzione fisiologica. All’immediato indurimento dell’area
iniettata segue un rapido ritorno a una normale consistenza dei tessuti
aumentati di volume, determinata dalla distribuzione degli adipociti negli spazi
interstiziali del tessuto sottocutaneo. Gli adipociti infatti non spostano la
trama connettivale come il grasso lobulare, ma s’integrano in essa.
L’Adipofilling® è utilizzato per aumentare il volume delle mammelle (Fig.4) per
correggere deficit volumetrici del volto e del corpo, per migliorare il trofismo
della cute anche patologica (cicatrici, ulcere, radiodermiti).
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Per quanto riguarda l’aumento volumetrico riteniamo che sia determinato dalle cellule adipose e non da fenomeni di fibrosi sottocutanea. Nessuna alterazione fibrotica è stata evidenziata dagli esami ecografici e radiologici dopo uno fino a tre anni dalle mastoplastiche additive eseguite con l’Adipofilling®, né abbiamo rilevato alterazioni tattili negli Adipofilling® eseguiti nel tessuto sottocutaneo del volto. Per quanto riguarda le cellule progenitrici e staminali siamo ancora in attesa dei risultati a lungo termine. Il materiale stromale che contiene le cellule staminali è stato da noi selezionato e iniettato sotto le cicatrici e sotto il derma di aree cutanee ipotrofiche, con evidente elastosi. Abbiamo notato un visibile miglioramento del trofismo ma non abbiamo notato aumenti volumetrici rilevabili; riteniamo pertanto inverosimile la possibilità di aumenti volumetrici i utilizzando solo tali tipi di cellule. L’aumento volumetrico è, secondo la nostra esperienza, determinato dalle cellule adipose ed è un aumento volumetrico immediato che si stabilizza nell’arco di quattro mesi. Questo spiega l’importanza di utilizzare materiali e metodi che salvaguardino l’integrità degli adipociti. Negli aumenti volumetrici il materiale stromale isolato con la centrifugazione a bassa velocità è ridistribuito, con due siringhe, tramite un raccordo, tra gli adipociti, allo scopo di ricostruire un simulacro del naturale rapporto stroma/adipociti. |
Il paziente non deve assumere aspirina una settimana prima dell’Adipofilling®, non deve fumare e bere alcolici nei 15 giorni precedenti l’intervento e nel mese successivo. Dopo l’Adipofilling® deve avere un’alimentazione abbondante ed equilibrata.
L’intervento di Adipofilling® è ambulatoriale.
Marcate e disinfettate con iodopovidone le aree donatrici si esegue un’anestesia
locale con soluzione di Klain modificata (la soluzione fisiologica è sostituita
con il Ringer lattato). Se il paziente lo richiede si esegue una sedazione.
Per salvaguardare l’integrità del tessuto aspirato la liposuzione è eseguita con cannule da 4 o più millimetri (Fig.5) anche se devono essere prelevate piccole quantità. Sono da preferirsi cannule con fori di grandi dimensioni (Fig. 6).
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Per comprensibili motivi geometrici, a parità di volume aspirato, maggiori
sono il diametro e i fori della cannula, minori sono le cellule lese per
sfregamento.
La liposuzione si esegue con una siringa da 60 ml (Fig. 7). Il blocco della
siringa a due posizioni consente di graduare la potenza aspirativa (Fig. 8).
Un’aspirazione con un’elevata pressione negativa può compromettere la vitalità
degli adipociti.
La quantità di tessuto adiposo aspirato deve essere poco più del doppio del
volume stimato per la correzione.
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Il lipoaspirato può essere lavato dentro la siringa stessa, nel caso sia necessario un piccolo volume, dentro un bicchiere di vetro da 250 ml, in caso di Adipofilling® di medie quantità , oppure dentro un flacone di vetro, nel caso siano necessari i grandi volumi richiesti per la mammoplastica additiva. In questo caso il lavaggio è effettuato meccanicamente con un agitatore (Fig. 9). Nel flacone di vetro è inserita una cannula che consente di mescolare i lobuli di tessuto adiposo con un movimento lento, non traumatico per gli adipociti. La soluzione di Ringer lattato usata per i lavaggi è aspirata e sostituita fino a quando non diventa trasparente. Aspirato l’ultimo liquido di lavaggio, i lobuli di tessuto adiposo sono pronti per la frammentazione meccanica. Il lavaggio ha lo scopo di eliminare il sangue e diluire la lidocaina assorbita dal tessuto adiposo. |
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I lobuli adiposi sono frammentati in un bicchiere di vetro graduato da 250 ml (Fig. 10). Il bicchiere può contenere da 20 a 150 ml di lipoaspirato a cui vanno aggiunti da 30 a 50 ml di Ringer lattato per facilitare l’azione del terminale.
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Fig.13)
Trasformazione dei lobuli adiposi in adipociti, cellule stromali e materiale
connettivale (Adipofilling®), con 5 movimenti dall’alto al basso.
La frammentazione meccanica è eseguita con un comune mini pimmer da cucina(Fig.11) con il terminale in materiale termoresistente, sterilizzabile in autoclave (Fig. 12).
Il terminale può essere sterilizzato per 5/10 volte poi deve essere
sostituito. In alcuni modelli le lame possono essere affilate. In considerazione
del basso costo è comunque preferibile l’utilizzo monouso del terminale,
facilmente acquistabile nei negozi che forniscono l’assistenza del mini pimmer
usato. Il terminale deve poter entrare nel bicchiere di vetro graduato che ha un
diametro di circa 6,5 cm.
Per trasformare il grasso in una sospensione cellulare è essenziale l’azione
tagliente delle lame. Se le lame non sono taglienti i lobuli non si frammentano
correttamente e le cellule possono danneggiarsi.
Il terminale in alcuni modelli è utilizzato in movimento dall’alto verso il
basso. In questo caso si eseguono cinque movimenti (Fig. 13).
In altri modelli più veloci, il terminale è posto sul fondo del bicchiere e
il lipoaspirato è frammentato, in circa 3 secondi, durante il passaggio
attraverso i fori della coppa del terminale. L’uniformità dell’Adipofilling®
così ottenuto si valuta visivamente quando si riempiono le siringhe da 20 ml. Se
si notano aggregati cellulari, è necessario considerare la sostituzione del
terminale con uno nuovo, dotato di lame taglienti ed è necessaria un’ulteriore
frammentazione.
La granulometria che si realizza con il mini pimmer è maggiore delle dimensioni
delle cellule adipose e stromali che pertanto non sono danneggiate, se non in
minima percentuale. Il procedimento consente in pochi secondi e in maniera
economica di ottenere le grandi quantità necessarie per aumentare il volume
delle mammelle o del sedere. Il volume di Adipofilling® ottenuto con la
frammentazione meccanica, rappresenta poco più della metà del volume lobulare
ottenuto con la liposuzione.
Utilizziamo siringhe da 20 ml siliconate. Le siringhe sono private dello stantuffo e tappate con un tappo di plastica risterilizzabile (Tip guard™, Scanlan International, US) , normalmente utilizzato per proteggere gli strumenti chirurgici (Fig.14)
![]() Fig.14) Il numero necessario di siringhe è preparato per la centrifugazione. Le siringhe sono tappate dopo la rimozione dello stantuffo. |
![]() Fig.15) I piccoli tappi di plastica sono sterilizzati in autoclave dentro un tea ball. |
I piccoli tappi sono sterilizzati dentro un tea ball con molla (Fig.15).
Le siringhe sono riempite fino all’orlo e messe dentro gli adattatori sterilizzati in autoclave (Fig.16), nella centrifuga (Fig.17).
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La centrifugazione serve per separare l’acqua dal materiale biologico e
uniformare la densità del materiale biologico lavorato. Una percentuale d’acqua
rimane è facilita l’iniezione nei tessuti.
La centrifugazione deve essere a bassa velocità perché velocità eccessive (3000
giri) possono provocare la morte degli adipociti, evidenziata visivamente
dall’elevata quantità di olio nel sopranatante. Le ricerche di M.Galiè
(Università di Verona) eseguite in microscopia elettronica dopo centrifugazione
a 3000 giri mostrano che gli adipociti ancora integri sono strutturalmente
compromessi, degenerati o con evidenti segni di sofferenza cellulare.
Nell’Adipofilling®per salvaguardare l’integrità degli adipociti la centrifuga è
regolata da 100 a 200 atmosfere per 1 o 2 minuti (Fig. 18). La velocità
prefissata di centrifugazione deve essere raggiunta con un’accelerazione
graduale.
Se si deve eseguire l’Adipofilling® per una mastoplastica additiva è
conveniente utilizzare una centrifuga per grandi volumi. Per ringiovanire il
volto è sufficiente una centrifuga che contenga quattro siringhe da 20 ml.
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Terminata la centrifugazione si estraggono le siringhe. Il materiale centrifugato appare stratificato in relazione al peso. In basso il sottile strato del materiale stromale, che contiene le cellule progenitrici e staminali (Fig. 19). Sopra gli adipociti integri e in superficie un sottile strato di frammenti cellulari e di olio fuoriuscito dagli adipociti rotti, spesso non visibile a occhio nudo. La rottura degli adipocici dipende dal traumatismo della liposuzione, da una frammentazione eseguita con una lama poco tagliente e da una debolezza intrinseca della parete cellulare degli adipociti, legata spesso all’età avanzata o alle condizioni metaboliche del paziente. Se l’olio è visibile può essere spurgato con la tipica manovra che si effettua con le bottiglie di vino, Dopo l’eventuale spurgo delle siringhe si rimuove il tappo di plastica per eliminare il Ringer lattato aggiunto per la frammentazione. Quando il liquido è uscito, si tappa con un dito la siringa, s’introduce per alcuni millimetri lo stantuffo e si gira la siringa. Il materiale cellulare scivola sul fondo della siringa. S’introduce quindi lo stantuffo eliminando l’aria (Fig.20). |
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Per l’aumento volumetrico delle mammelle si utilizzano le stesse siringhe da 20 ml, prima si ridistribuisce la componente stromale utilizzando un raccordo (Fig.21) ed una siringa da 20 ml vuota.
Se non si è effettuato lo spurgo si può eseguire prima di questa manovra
l’eliminazione del sopranatante. In questo caso la componente vitale dell’adipofilling
sarà trasferita nella siringa vuota residuando nella prima siringa il sottile
strato d’olio che è eliminato.
L’iniezione nel tessuto sottocutaneo delle mammelle è eseguita con un ago del 18
G o con una cannula da 2 mm (Fig.22). Se si aumentano i volumi del volto gli adipociti con la componente stromale sono trasferiti in siringhe da 1 ml. Per
l’iniezione si utilizza un ago del 18 G o di minor diametro.
Eseguito il disegno e un’accurata disinfezione delle aree riceventi, si esegue l’anestesia locale nei punti prestabiliti d’ingresso dell’ago o della micro cannula. L’Adipofilling® non richiede anestesia generale. L’area ricevente non deve essere infiltrata con anestetico locale, perché la lidocaina è tossica per gli adipociti (3). L’iniezione dell’Adipofilling® è comunque poco dolorosa.
L’iniezione dell’Adipofilling® può essere superficiale o profonda. In
superficie l’ago o la cannula devono essere sempre in movimento per distribuire
il materiale biologico ed evitare un’iniezione intravasale che potrebbe avere
gravi conseguenze. Non sono necessari i movimenti ripetuti e traumatici della
Lipostruttura™. Nei compartimenti adiposi profondi del volto ( ) è
possibile aspirare e iniettare mantenendo l’ago immobile; gli adipociti si
distribuirscono nello stesso modo di una soluzione fisiologica.
E’ consigliabile un’ipercorrezione volumetrica del 30%.
Nel caso si desideri eseguire il ringiovanimento cutaneo, senza modificare i
volumi, si esegue l’Adipofilling® sotto il derma realizzando una fitta rete che
si estende in tutto il volto.
È stata messa in evidenza l’importanza dei materiali e metodi nell’intervento di Adipofilling®. La standardizzazione della procedura operativa rappresenta la base per le future applicazioni e ricerche.
Si ringrazia il prof. Mirco Galiè dell’Università di Verona per i dati relativi alla microscopia elettronica del grasso lobulare dopo centrifugazione ad alta velocità (3000 RPM).
1) Capurro S.: Adipofilling; www.adipofilling.com; Capurro Research Publications ISSN 1971 www.crpub.org; Edizioni D’Arsonval on Line; year 2007 number 1 Genova Italy
2) Guerrerosantos J., Gonzalez 1)Mendoza A., Masmela Y. Long term survival of free fat grafts in muscle: an experimental study in rats. Aesth. Plast. Surg. 20:403-408, 1996.3) Moore JH, Kolaczynski JW, Morales LM, et al. Viability of fat obtained by syringe suction lipotomy: Effect of local anesthesia with lidocaine. Aesth Plast Surg 19:335-339,1995