S. CAPURRO: MATERIALI E METODI DELL'ADIPOFILLING – www.crpub.org - CAPURRO RESEARCH PUBBLICATION - ISSN 1971-8152- (WWW.CRPUB.ORG)  – EDITIONS  D’ARSONVAL ON LINE –  YEAR 2007 NUMBER 2 – GENOVA ITALY – COPYRIGHT 2007

Materiali e Metodi dell’Adipofilling®

Sergio Capurro

Capurro Research GroupCapurro Research Group
Capurro Research Publications
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Riassunto

Con l’Adipofilling® si trasforma il grasso lobulare, ottenuto con la liposuzione, in un “filler biologico permanente” composto di adipociti, cellule stromali e materiale connettivale.
La scelta ragionata dei materiali e metodi dell’Adipofilling® evidenzia le differenze tra questa nuova tecnica e i tradizionali lipofilling e la Lipostruttura™.Parole chiave: Adipofilling®, adipociti, stroma connettivale, cellule staminali, liposuzione, Lipostruttura™.

Introduzione

Con una semplice ed economica procedura meccanica è possibile trasformare il tessuto adiposo, ottenuto con la liposuzione, in una sospensione cellulare che può essere iniettata in piccole o grandi quantità nel tessuto sottocutaneo. La riduzione volumetrica, dal grasso lobulare (Fig.1) agli adipociti (Fig.2), consente secondo la nostra esperienza, che risale al gennaio del 2004, un’elevata sopravvivenza percentuale del materiale iniettato, che non abbiamo rilevato nei nostri precedenti interventi di lipofilling o di Lipostruttura™. La scarsa sopravvivenza del grasso lobulare iniettato nel tessuto sottocutaneo,


Fig1) Grasso lobulare ottenuto con la liposuzione.


Fig.2) Adipociti e materiale connettivale (Adipofilling®).

insieme alle relative complicanze, ha indotto la maggior parte degli autori a eseguire lipofilling esclusivamente intra e sottomuscolari (2). La modalità di iniezione intra e sotto muscolare è limitativa per la correzione estetica del volto e, nel corpo, per l’assenza in molte regioni di un tessuto muscolare in grado di fornire l’adeguato trofismo ai lobuli di tessuto adiposo.

L’Adipofilling®, trasformando i lobuli di tessuto adiposo in adipociti, cellule stromali e materiale connettivale (Fig.3) può, al contrario, essere iniettato nel tessuto sottocutaneo, che rappresenta la sua sede naturale, senza le complicanze descritte nell’intervento di lipofilling che sono: irregolarità, indurimenti, calcificazioni e riassorbimento totale del tessuto adiposo innestato.


Fig.3) Striscio di Adipofilling®.

L’Adipofilling® per le dimensioni “cellulari” del materiale in sospensione si comporta come una soluzione fisiologica. All’immediato indurimento dell’area iniettata segue un rapido ritorno a una normale consistenza dei tessuti aumentati di volume, determinata dalla distribuzione degli adipociti negli spazi interstiziali del tessuto sottocutaneo. Gli adipociti infatti non spostano la trama connettivale come il grasso lobulare, ma s’integrano in essa.
L’Adipofilling® è utilizzato per aumentare il volume delle mammelle (Fig.4) per correggere deficit volumetrici del volto e del corpo, per migliorare il trofismo della cute anche patologica (cicatrici, ulcere, radiodermiti).

 

Fig. 4) Aumento delle mammelle con Adipofilling®. I lobuli di tessuto adiposo prelevati nella regione sovraglutea sono trasformati in una sospensione cellulare e iniettati nel tessuto sottocutaneo o sottoghiandolare delle mammelle. Con un unico intervento ambulatoriale si migliorano due regioni del corpo.

Per quanto riguarda l’aumento volumetrico riteniamo che sia determinato dalle cellule adipose e non da fenomeni di fibrosi sottocutanea. Nessuna alterazione fibrotica è stata evidenziata dagli esami ecografici e radiologici dopo uno fino a tre anni dalle mastoplastiche additive eseguite con l’Adipofilling®, né abbiamo rilevato alterazioni tattili negli Adipofilling® eseguiti nel tessuto sottocutaneo del volto. Per quanto riguarda le cellule progenitrici e staminali siamo ancora in attesa dei risultati a lungo termine. Il materiale stromale che contiene le cellule staminali è stato da noi selezionato e iniettato sotto le cicatrici e sotto il derma di aree cutanee ipotrofiche, con evidente elastosi. Abbiamo notato un visibile miglioramento del trofismo ma non abbiamo notato aumenti volumetrici rilevabili; riteniamo pertanto inverosimile la possibilità di aumenti volumetrici i utilizzando solo tali tipi di cellule. L’aumento volumetrico è, secondo la nostra esperienza, determinato dalle cellule adipose ed è un aumento volumetrico immediato che si stabilizza nell’arco di quattro mesi. Questo spiega l’importanza di utilizzare materiali e metodi che salvaguardino l’integrità degli adipociti. Negli aumenti volumetrici il materiale stromale isolato con la centrifugazione a bassa velocità è ridistribuito, con due siringhe, tramite un raccordo, tra gli adipociti, allo scopo di ricostruire un simulacro del naturale rapporto stroma/adipociti.

Materiali e metodi

Istruzioni per il paziente

Il paziente non deve assumere aspirina una settimana prima dell’Adipofilling®, non deve fumare e bere alcolici nei 15 giorni precedenti l’intervento e nel mese successivo. Dopo l’Adipofilling® deve avere un’alimentazione abbondante ed equilibrata.

Anestesia delle aree donatrici

L’intervento di Adipofilling® è ambulatoriale.
Marcate e disinfettate con iodopovidone le aree donatrici si esegue un’anestesia locale con soluzione di Klain modificata (la soluzione fisiologica è sostituita con il Ringer lattato). Se il paziente lo richiede si esegue una sedazione.

Liposuzione

Per salvaguardare l’integrità del tessuto aspirato la liposuzione è eseguita con cannule da 4 o più millimetri  (Fig.5) anche se devono essere prelevate piccole quantità. Sono da preferirsi cannule con fori di grandi dimensioni (Fig. 6).


Fig.5) Le cannule da 4 mm rispetto alle cannule di minor diametro sono meno lesive per gli adipociti


Fig.6) I fori della cannula

Per comprensibili motivi geometrici, a parità di volume aspirato, maggiori sono il diametro e i fori della cannula, minori sono le cellule lese per sfregamento.
La liposuzione si esegue con una siringa da 60 ml (Fig. 7). Il blocco della siringa a due posizioni consente di graduare la potenza aspirativa (Fig. 8). Un’aspirazione con un’elevata pressione negativa può compromettere la vitalità degli adipociti.
La quantità di tessuto adiposo aspirato deve essere poco più del doppio del volume stimato per la correzione.


Fig.7) I lobuli di tessuto adiposo sono aspirati con una siringa da 60 ml.


Fig.8). Il blocco della siringa a due regolazioni, riducendo la pressione negativa, consente un’aspirazione del tessuto adiposo meno traumatica.

 

Lavaggio dei lobuli di grasso

Il lipoaspirato può essere lavato dentro la siringa stessa, nel caso sia necessario un piccolo volume, dentro un bicchiere di vetro da 250 ml, in caso di Adipofilling® di medie quantità , oppure dentro un flacone di vetro, nel caso siano necessari i grandi volumi richiesti per la mammoplastica additiva. In questo caso il lavaggio è effettuato meccanicamente con un agitatore (Fig. 9). Nel flacone di vetro è inserita una cannula che consente di mescolare i lobuli di tessuto adiposo con un movimento lento, non traumatico per gli adipociti.

La soluzione di Ringer lattato usata per i lavaggi è aspirata e sostituita fino a quando non diventa trasparente. Aspirato l’ultimo liquido di lavaggio, i lobuli di tessuto adiposo sono pronti per la frammentazione meccanica. Il lavaggio ha lo scopo di eliminare il sangue e diluire la lidocaina assorbita dal tessuto adiposo.

 Fig .9) Quando sono necessarie grandi quantità di Adipofilling, ad esempio nell’aumento volumetrico delle mammelle, il materiale lipoaspirato è lavato con un agitatore meccanico. Una cannula è posta nel flacone per miscelare la sospensione. Il liquido di lavaggio è sostituito fino a quando non diventa trasparente.

Frammentazione meccanica

I lobuli adiposi sono frammentati in un bicchiere di vetro graduato da 250 ml (Fig. 10). Il bicchiere può contenere da 20 a 150 ml di lipoaspirato a cui vanno aggiunti da 30 a 50 ml di Ringer lattato per facilitare l’azione del terminale.


Fig. 10) Bicchiere di vetro graduato da 250 ml


Fig.11) Mini pimmer


Fig.12) Terminale sterilizzabile



Fig.13) Trasformazione dei lobuli adiposi in adipociti, cellule stromali e materiale connettivale (Adipofilling®), con 5 movimenti dall’alto al basso.

La frammentazione meccanica è eseguita con un comune mini pimmer da cucina(Fig.11) con il terminale in materiale termoresistente, sterilizzabile in autoclave (Fig. 12).

Il terminale può essere sterilizzato per 5/10 volte poi deve essere sostituito. In alcuni modelli le lame possono essere affilate. In considerazione del basso costo è comunque preferibile l’utilizzo monouso del terminale, facilmente acquistabile nei negozi che forniscono l’assistenza del mini pimmer usato. Il terminale deve poter entrare nel bicchiere di vetro graduato che ha un diametro di circa 6,5 cm.
Per trasformare il grasso in una sospensione cellulare è essenziale l’azione tagliente delle lame. Se le lame non sono taglienti i lobuli non si frammentano correttamente e le cellule possono danneggiarsi.
Il terminale in alcuni modelli è utilizzato in movimento dall’alto verso il basso. In questo caso si eseguono cinque movimenti (Fig. 13).

In altri modelli più veloci, il terminale è posto sul fondo del bicchiere e il lipoaspirato è frammentato, in circa 3 secondi, durante il passaggio attraverso i fori della coppa del terminale. L’uniformità dell’Adipofilling® così ottenuto si valuta visivamente quando si riempiono le siringhe da 20 ml. Se si notano aggregati cellulari, è necessario considerare la sostituzione del terminale con uno nuovo, dotato di lame taglienti ed è necessaria un’ulteriore frammentazione.
La granulometria che si realizza con il mini pimmer è maggiore delle dimensioni delle cellule adipose e stromali che pertanto non sono danneggiate, se non in minima percentuale. Il procedimento consente in pochi secondi e in maniera economica di ottenere le grandi quantità necessarie per aumentare il volume delle mammelle o del sedere. Il volume di Adipofilling® ottenuto con la frammentazione meccanica, rappresenta poco più della metà del volume lobulare ottenuto con la liposuzione.

 

Preparazione delle siringhe per la centrifugazione

Utilizziamo siringhe da 20 ml siliconate. Le siringhe sono private dello stantuffo e tappate con un tappo di plastica risterilizzabile (Tip guard™, Scanlan International, US) , normalmente utilizzato per proteggere gli strumenti chirurgici (Fig.14)


Fig.14) Il numero necessario di siringhe è preparato  per la centrifugazione. Le siringhe sono tappate dopo la rimozione dello stantuffo.


Fig.15) I piccoli tappi di plastica sono sterilizzati in autoclave dentro un tea ball.

I piccoli tappi sono sterilizzati dentro un tea ball con molla (Fig.15).

Le siringhe sono riempite fino all’orlo e messe dentro gli adattatori sterilizzati in autoclave (Fig.16), nella centrifuga (Fig.17).


Fig.16) Adattatori per rotore.


Fig.17) Le siringhe dentro la centrifuga

Centrifugazione

La centrifugazione serve per separare l’acqua dal materiale biologico e uniformare la densità del materiale biologico lavorato. Una percentuale d’acqua rimane è facilita l’iniezione  nei tessuti.
La centrifugazione deve essere a bassa velocità perché velocità eccessive (3000 giri) possono provocare la morte degli adipociti, evidenziata visivamente dall’elevata quantità di olio nel sopranatante. Le ricerche di M.Galiè (Università di Verona) eseguite in microscopia elettronica dopo centrifugazione a 3000 giri mostrano che gli adipociti ancora integri sono strutturalmente compromessi, degenerati o con evidenti segni di sofferenza cellulare.
Nell’Adipofilling®per salvaguardare l’integrità degli adipociti la centrifuga è regolata da 100 a 200 atmosfere per 1 o 2 minuti (Fig. 18). La velocità prefissata di centrifugazione deve essere raggiunta con un’accelerazione graduale.
Se si deve eseguire l’Adipofilling® per una mastoplastica  additiva è conveniente utilizzare una centrifuga per grandi volumi. Per ringiovanire il volto è sufficiente una centrifuga che contenga quattro siringhe da 20 ml.

Preparazione delle siringhe

Terminata la centrifugazione si estraggono le siringhe. Il materiale centrifugato appare stratificato in relazione al peso. In basso il sottile strato del materiale stromale, che contiene le cellule progenitrici e staminali (Fig. 19).

Sopra gli adipociti integri e in superficie un sottile strato di frammenti cellulari e di olio fuoriuscito dagli adipociti rotti, spesso non visibile a occhio nudo. La rottura degli adipocici dipende dal traumatismo della liposuzione, da una frammentazione eseguita con una lama poco tagliente e da una debolezza intrinseca della parete cellulare degli adipociti, legata spesso all’età avanzata o alle condizioni metaboliche del paziente. Se l’olio è visibile può essere spurgato con la tipica manovra che si effettua con le bottiglie di vino, Dopo l’eventuale spurgo delle siringhe si rimuove il tappo di plastica per eliminare il Ringer lattato aggiunto per la frammentazione. Quando il liquido è uscito, si tappa con un dito la siringa, s’introduce per alcuni millimetri lo stantuffo e si gira la siringa. Il materiale cellulare scivola sul fondo della siringa. S’introduce quindi lo stantuffo eliminando l’aria (Fig.20).

centrifuga
Fig.18) Per salvaguardare l’integrità degli adipociti la centrifugazione è effettuata a bassa velocità per 3 minuti; in questa centrifuga. 100 atmosfere o gravità (RCF) corrispondono a 460 giri (RPM), in relazione al raggio del rotore(135 cm). Se si utilizza una centrifuga con un raggio maggiore, a parità di giri le atmosfere aumentano. Per la standardizzazione delle procedure operative si comprende come sia più scientifico parlare di atmosfere o gravità e non di giri del rotore!



Fig. 19). Adipofilling® dopo centrifugazione a 100 atmosfere per 1 minuto. La freccia indica il sottile strato stromale(più chiaro) che contiene le cellule progenitrici o staminali.


Fig.20) Asportato il tappo, si fa uscire il Ringer lattato che si è raccolto sul fondo della siringa. Un dito controlla la fuoriuscita del liquido usato per la frammentazione meccanica ed impedisce che esca il materiale cellulare. Fuoriuscito il liquido il dito si tappa il foro della siringa.






Fig.20) A questo punto lo stantuffo è inserito per 1 mm e la siringa è capovolta.



Fig.20) Gli adipociti e la componente stromale scivolano sul fondo dello stantuffo con una velocità direttamente proporzionale al contenuto residuo in acqua della sospensione.




Fig.21) Raccordo per siringhe




Fig.22) Cannula da 2 mm per l’aumento volumetrico delle mammelle

 

Per l’aumento volumetrico delle mammelle si utilizzano le stesse siringhe da 20 ml, prima si ridistribuisce la componente stromale utilizzando un raccordo (Fig.21) ed una siringa da 20 ml vuota.

Se non si è effettuato lo spurgo si può eseguire prima di questa manovra l’eliminazione del sopranatante. In questo caso la componente vitale dell’adipofilling sarà trasferita nella siringa vuota residuando nella prima siringa il sottile strato d’olio che è eliminato.
L’iniezione nel tessuto sottocutaneo delle mammelle è eseguita con un ago del 18 G o con una cannula da 2 mm (Fig.22). Se si aumentano i volumi del volto gli adipociti con la componente stromale sono trasferiti in siringhe da 1 ml. Per l’iniezione si utilizza un ago del 18 G o di minor diametro.

Preparazione dell’area ricevente 

Eseguito il disegno e un’accurata disinfezione delle aree riceventi, si esegue l’anestesia locale nei punti prestabiliti d’ingresso dell’ago o della micro cannula. L’Adipofilling® non richiede anestesia generale. L’area ricevente non deve essere infiltrata con anestetico locale, perché la lidocaina è tossica per gli adipociti (3). L’iniezione dell’Adipofilling® è comunque poco dolorosa. 

Iniezione dell’Adipofilling®

L’iniezione dell’Adipofilling® può essere superficiale o profonda. In superficie l’ago o la cannula devono essere sempre in movimento per distribuire il materiale biologico ed evitare un’iniezione intravasale che potrebbe avere gravi conseguenze. Non sono necessari i movimenti ripetuti e traumatici della Lipostruttura™. Nei compartimenti adiposi profondi del volto  (  ) è possibile aspirare e iniettare mantenendo l’ago immobile; gli adipociti si distribuirscono nello stesso modo di una soluzione fisiologica.
E’ consigliabile un’ipercorrezione volumetrica del 30%.
Nel caso si desideri eseguire il ringiovanimento cutaneo, senza modificare i volumi, si esegue l’Adipofilling® sotto il derma realizzando una fitta rete che si estende in tutto il volto.

Conclusione

È stata messa in evidenza l’importanza dei materiali e metodi nell’intervento di Adipofilling®. La standardizzazione della procedura operativa rappresenta la base per le future applicazioni e ricerche.

Ringraziamenti

Si ringrazia il prof. Mirco Galiè dell’Università di Verona per i dati relativi alla microscopia elettronica del grasso lobulare dopo centrifugazione ad alta velocità (3000 RPM).

Bibliografia

1) Capurro S.: Adipofilling; www.adipofilling.com; Capurro Research Publications ISSN 1971 www.crpub.org; Edizioni D’Arsonval on Line; year 2007 number 1 Genova Italy

2) Guerrerosantos J., Gonzalez 1)Mendoza A., Masmela Y.  Long term survival of free fat grafts in muscle: an experimental study in rats.  Aesth. Plast. Surg. 20:403-408, 1996.3) Moore JH, Kolaczynski JW, Morales LM, et al. Viability of fat obtained by syringe suction lipotomy: Effect of local anesthesia with lidocaine. Aesth Plast Surg 19:335-339,1995

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